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11 nov 2010

Secchione o ultimo della classe. Qual è il tuo posto?

sec

Nella nostra classe c’è sempre stato uno studente secchione, che prende voti alti, non si sa quando studia, però è sempre il primo. Allo stesso tempo c’è anche sempre un ultimo della classe, che si siede in fondo, disturba durante le lezioni, e non ha paura di nessuno. Il secchione fuori della scuola a volte è timido, introverso, ha pochi amici, è sempre rinchiuso a studiare. Invece l’ultimo della classe ha molti amici, organizza sempre le feste, è simpatico, ecc…

Ora che siamo all’università sappiamo tutti che per trovare un lavoro non basta avere 110 e lode, ma devi anche avere capacità sociali per poterlo trovare.

In questo articolo analizzeremo tutti e due gli studenti per capire come diventare studente modello all’università.

 

Tipologie di studenti




Generalmente abbiamo sempre 3 tipi di studenti: super-dotati, fortunati e normali.

SUPERDOTATI: questi sono rarissimi, ma hanno delle alte capacità( memorizzazione, logica, matematica, ecc…) per fare un esempio loro studiano nelle enciclopedie e la sera per divertirsi ascoltano documentari di National Geographic. Si capisce che hanno una cultura molto ricca e a volte non sono compresi dai comuni mortali. Ad esempio, così era Einstein. Se non sei superdotato forse sei fortunato.

FORTUNATI: persone che hanno un IQ più elevato e delle capacità innate. Studiano pochissimo e capiscono molto velocemente. Praticamente avranno una media di 25 senza passare più di 4 ore al giorno a studiare. Ne troviamo di più ai giorni nostri, basta andare alle lauree e contare quelli giovani con 110 e lode. Forse ti senti fortunato, guarda il tuo libretto per verificarlo altrimenti sei normale.

NORMALI: sono studenti come te e me. Niente capacità nascoste, niente intelligenza speciale. La buona notizia è che anche noi possiamo avere una media alta, ma dobbiamo studiare un sacco.

Con un po’ di costanza e di conoscenza di se stesso si arriva a fare cose straordinarie.

 

Ora che sai circa che tipo di studente sei, vediamo quali sono i vantaggi ad essere uno studioso?

 

Vantaggi dello studioso:


 

Uno studioso è un gran contenitore di conoscenza. Di solito studia circa bene e ha voti abbastanza alti. Quali sono i suoi vantaggi.

-comprensione veloce: facendo un sacco di domande al prof durante o dopo la lezione, lo studente capisce molto più velocemente i concetti.

-Condivisione: Lo studente che capisce e condivide diventa più padrone della materia perché lo spiega a tante persone.

-Appunti degli appunti: Uno studente che sintetizza gli appunti presi a lezione, capisce e memorizza meglio gli argomenti.

L’ultimo della classe ci può insegnare qualcosa di buono.

 

Vantaggi ad essere ultimo della classe:


 

L’ultimo della classe è il classico ribelle che fa tutto a modo suo, anche se è vietato o sbagliato.

Allo stesso tempo sviluppa delle capacità interessanti:

-Reti di conoscenze: parlando a tante persone e avendo un po’ d’amici, non ha problemi di comunicazione e può risolvere qualsiasi tipo di problema pratico chiamando la persona giusta se la conosce.

-Capacita organizzative: Uno che organizza eventi e si sposta sempre in gruppo è molto abile nel riunire persone e organizzare attività coinvolgente.

 

La domanda è, ma uno può essere entrambi studioso e Ultimo della classe?

Meglio sarebbe possibile avere la buona parte d’entrambi i profili?

La persona che risponde, risponderà anche alla leggendaria domanda dello Studente Modello.

Come diventarlo?

Io affermerei che non tutti lo vogliono o lo possono fare, ma in ogni caso dalla mia esperienza ci vogliono disciplina e cambiamento d’abitudini.

Un po’ di consigli per finire:

Siediti sempre in prima fila

Tutti i giorni studierai

Dai tuoi appunti, delle schede sintetizzerai.

Ai professori delle domande farai

Ai tuoi compagni i concetti spiegherai

Questi consigli rispetterai

Tutto quello che devi sapere su una VPN

[caption id="" align="aligncenter" width="450" caption="vpn"]vvvvvpppppnnnnn[/caption]



Una Virtual Private Network o VPN è una rete privata instaurata tra soggetti che utilizzano un sistema di trasmissione pubblico e condiviso come per esempio Internet. Lo scopo delle reti VPN è di dare alle aziende le stesse possibilità delle linee private in affitto ad un costo inferiore sfruttando le reti condivise pubbliche. (Wiki)

Qual è la differenza fra una VPN che usa un’infrastruttura privata e quella che ne usa una pubblica?


Una VPN con infrastruttura privata costa tanto  e è difficilmente riconfigurabile. Allo stesso tempo offre sicurezza e una qualita del servizio previdibile.

Un tempo era l’unica opzione possibile per le reti private,mentre ora ci sono anche infrastrutture pubbliche(internet).

Una VPN che sfrutta internet ha un costo basso e un ottima integrazione del protocolo IP  e si puo riconfigurare.

Ci sono anche dei limiti:

1.Sicurezza


Facendo viaggiare i dati una azienda via internet c’è possibilità di un intrusione esterna. Per ovviare al problema si puo usare:

a)       Un firewall(è una bariera o filtro tra la rete privata e Internet)

b)       IPsec(Protocollo di sicurezza del livello di rete basato sul pacchetto IP)

c)       i server AAA(server Autenticazione,Autorizzazione,Accounting usati per un sicuro accesso in modo remoto  ad una VPN)

d)       il criptaggio(Processo di codificare tutti idati mandati in modo che lo decodifichi solo il destinatario)

2.La scarsità degli indirizzi di Routing


Qui si puo usare il NAT

Vederequi per gli approfondimenti sul NAT.

Tipi di VPN


Remote Access VPN –VPDN(Virtual Private Dial-up Network)


E una conessione host to LAN utilizzato dale aziende che hanno dipendenti che hanno bisogno di connetersi alla rete dell’azienda da piu posti remoti. L’azienda in questo caso contatta un enterprise Service Provider che configura un NAS (Network access Server) e fornisce agli utenti della rete un software VPN speciale da usare sul loro computer per la connessione .

Site-to-Site VPN


Attraverso internet l’azienda college piu siti insieme. Poi usando strumenti adeguati e criptaggio ad alta scala struttura una gerarchia di acessi a livelli rispetto alla natura dell’host di chi si connete.

In pratica se si conette un cliente avra una certa vista della rette che sara diversa da quella accessibile da un dipendente dell’azienda.

Perche usare le VPN?


Come l’abbiamo visto sono poco costose,sono semplici e si possono configurare.

L’estendibilità della rete è facilitata e si gestisce comodamente con gli strumenti appositi.

2 nov 2010

Tutto quello che devi sapere sul NAT

Il NAT(Network Adress Translation) è un metodo per alleviare il problema della scarsità d’indirizzi IPv4. In effetti, Il numero d’indirizzi ip usabili per l’instradamento dei pacchetti via internet non è sufficiente per soddisfare la richiesta.




[caption id="" align="aligncenter" width="400" caption="nat "]NAT img[/caption]

 

Oltre ad essere pochi, gli indirizzi ip sono anche costosi.


Le aziende hanno il bisogno di non far vedere la struttura interna della loro intranet; la NAT gli aiuta a risolvere questo problema.





Principio di funzionamento:


 


La NAT funziona al livello di rete (3 nello stack iso/osi) che è il livello dove lavorano i router sotto il livello di trasporto.


La NAT funziona tramite un firewall o un router che è messo fra una rete privata e internet.


All’interno della rete privata sono usati indirizzi ip non di routing che serve solo all’interno.


La NAT ha un o più indirizzi ip di routing.


Quando la NAT riceve un pacchetto dall’interno, scambia l’indirizzo ip (con porta) interno con uno esterno valido per il routing e mantiene una tabella di routing per gestire le connessioni e le diverse comunicazioni fra host.


Se invece riceve un pacchetto dall'esterno,verifica con la tabella di routing se c'è  un host interno che aspetta un pacchetto se no ignora il pacchetto mandato.


Per un utente interno l’uso del NAT è del tutto trasparente e per l’host esterno gli sembra di avere una comunicazione con un host che ha l’indirizzo ip fornito dal NAT.


Una rete interna usa degli indirizzi ip riservati proprio a questo scopo:


La tabella seguente rappresenta gli indirizzi ip che possono essere usati dalle reti private.
























Class



Private Address Range



A



10.0.0.0 - 10.255.255.255



B



172.16.0.0 - 172.31.255.255



C



192.168.0.0 - 192.168.255.255





Tipi di NAT




NAT Statico:


 


Si tratta di una corrispondenza tra un indirizzo ip interno e uno esterno che è gestito dal NAT al momento di una comunicazione fra host interni e host da internet.


La connessione è trasparente, ma il problema della scarsità degli indirizzi ip non è risolto.


Il NAT statico non è usato molto.



NAPT (dinamico) -Network Adress and Port Translation


 


Richiede un protocollo di trasporto statefull (TCP).


Il NAT deve gestire un numero d’indirizzi Ip esterni molto più piccolo del numero di host presente nella rete privata.


C’è una traduzione dinamica degli indirizzi in altre parole ad un host interno è assegnato un indirizzo esterno libero in modo dinamico, quando vuole comunicare con l’esterno.


Questo è possibile grazie al meccanismo: traslazione di porta (porte diverse ma stesso indirizzo ip).




La sicurezza nell’uso della NAT



La sicurezza è garantita dal mascheramento dell’indirizzo ip fornito dalla traduzione.


Visto che i pacchetti che vengono dal l’esterno non sono accettati,a meno che ci sia una connessione aperta prima da un host interno.


Il NAT da anche la sicurezza di un firewall.




Limiti del NAT


 


Tanti servizi hanno bisogno di una comunicazione in cui il client può essere server e vice versa, ma il NAT non lo permette nel senso che una connessione che inizia dall’esterno(internet) difficilmente può essere legittimata dal NAT che ignora il pacchetto.


Abbiamo per esempio servizi di condivisione di file, console di giochi con modalità live servizi VOIP


Per rimediare al problema basta usare NAT in congiunzione con Ipsec(uno standard per ottenere connessioni basate su reti IP sicure).


Per farlo, il firewall deve permettere i protocolli seguenti:


Internet Key Exchange (IKE) - User Datagram Protocol (UDP)


Encapsulating Security Payload (ESP)


Authentication Header (AH)



Spero che hai gradito la lettura. Se hai dubbi,accomodati pure usando il form dei commenti qui sotto.


21 ott 2010

Tutto quello che devi sapere su SNMP

Definizione


Simple Network Management Protocol (SNMP),definita dalla IETF(Internet Engineering Task Force) nella RFC 1157 è un protocollo Client/Server del livello applicazione dello Stack ISO/OSI  che fa parte del pacchetto TCP/IP e permette di gestire l’infrastruttura di intere reti

Permette ad un amministratore di rete di :

-monitorare e controllo di ogni apparato raggiungibile tramite la rete

-monitorare le prestazioni della rete

-diagnosticare problemi di rete

Come funziona SMNP?


Un sistema di gestione di rete si basa su due elementi che comunicano fra di loro: un supervisore e degli agenti. Il supervisore è una console tramite il quale l’amministratore di rete esegue delle operazioni di gestione. Gli agenti sono delle entita che si trovano collegati ad ogni aparato di rete dal quale recuperano delle informazioni(informazioni hardware ,parametri di configurazione ,statistiche di prestazione o altro direttamente collegato al comportamento in corso dell’aparato in questione.)

Queste informazioni sono  classificati in un database. SNMP permette il dialogo fra il supervisore e gli agenti tramite lo scambio di messagi SNMP che usano il protocollo UDP per il trasporto.

Più in dettaglio, il manager dialoga con i sistemi gestiti essenzialmente in due modi: invia richieste SNMP e riceve notifiche SNMP.

Quali sono i componenti SNMP?


Supervisore SNMP (il Client)


Il supervisore è un generalmente un calcolatore che l’amministratore utilizza per eseguire uno o piu NMS(Network Managment System : console che permette di fare operazioni di gestione). Il supervisore rimane in ascolto sulla porta UDP 162.

Funzionalità importanti:


-Fare delle richieste agli agenti

-Ricevere delle risposte dagli agenti

-Modificare delle variabili negli agenti

-Riconoscere eventi  asincroni  dagli agenti (tramite i TRAP)

Managed Device(ogetto gestibile)


Dispositivo o apparato di rete che puo essere monitorato o gestito attraverso delle informazioni sulle sue caratteristiche.

Esempio:Switch,Hub,router,server,Stampante…

Agente SMNP (il server)


Un agente SNMP è un programma che integrato in un oggetto gestibile  che permette a quest’ultimo di raccogliere informazioni localmente in un database per poi renderlo disponibile al supervisore SNMP  quando viene richiesto. Ce ne sono di due tipi: quello standard (Net-SNMP) e quelli proprietari.L’agente rimane in ascolto sulla porta UDP 161

Funzionalità importanti:


-collezionare informazioni di gestione sul suo comportamento e sull’ambiente

-Caricare e scaricare informazioni di gestione come definiti nel database

-Segnalare eventi al supervisore

-Agire come proxy per un nodo della rete non compatibile con SNMP

Diagramma di base di una comunicazione SNMP:



Database MIB(Management Information Base)

Ogni SNMP contiene un database di informazioni sui propri parametri gestibili. Il supervisore SNMP usa questo database quando richiede informazioni da usare dal NMS.

Questo database condiviso prende il nome di MIB. Gli oggetti nel MIB sono suddivisi in categorie (System,interface,Adress Translation,ip,icmp,Tcp,Udp,Egp,Transmission,Snmp)

Struttura dell’MIB:


.

SMI(Structure Management Information) definisce in modo standard come devono essere strutturate le informazioni e la loro gerarchia per essere inserite in un Information Base: MIB.

Un MIB è strutturato in albero gerarchico e contiene parametri gestibili che sono identificati da un Object Identifier (OID).

Ci sono 2 tipi di parametri gestibili :

-scalari(una sola istanza dell’oggetto)  Esempio: Nome del venditore di un apparatoàrisposta unica

- tabulari(un istanza multipla dell’ogetto) Esempio:L’utilizzo della CPU di un quad-Processoreà risposta con 4 elementi

Ogni parametro gestito puo essere identificato dalla catena completa dei nomi degli ogetti sul suo cammino patendo dalla radice oppure dalla catena degli OID dei parametri del cammino in questione.

Esempio: OID di “sysDescr” è iso.organization.dod.internet.MGMT.MIB.SYSTEM è equivalente a 1.3.6.1.2.1.1


Messaggi SNMP:


Il protocollo SNMP prevede sei tipi di messaggi:

get-request : utilizzata per il recupero di una o più informazioni contenute nel MIB di un Agent da parte di un supervisore;

get-next-request : utilizzata per "percorrere" le strutture dati del MIB di un Agent da parte di un supervisore, accedendo in  sequenza alla informazioni in esso contenute.

get-bulk :utilizzata per leggere un MIB con un'unica richiesta anziché utilizzare piu messaggi get-next-request da parte di un supervisore

set-request : utilizzata per la modifica delle informazioni contenute nel MIB di un Agent da parte di un Supervisore;

get-response:utilizzata in risposta ad ognuna delle precedenti per inviare informazioni di risposta al supervisore (get, get-next) o per confermare l’operazione richiesta (set)

trap : utilizzata, nella comunicazione asincrona, per la segnalazione da parte di un Agent ad un supervisore di eventi considerati come eccezioni al normale funzionamento. Per l'operazione di trap sono previsti un numero limitato di eventi predefiniti per i quali è definito l'utilizzo di questa operazione;

Il Pacchetto SMNP-PDU(Protocol Data Unit):


I pacchetti SNMP (SNMP-PDU) sono costituiti da una etichetta globale, contenente 3 campi, e dal messaggio SNMP vero e proprio. L’etichetta contiene:

- la lunghezza complessiva della PDU SNMP in ottetti,

- la versione del protocollo SNMP utilizzata per la codifica del messaggio,

- la stringa identificativa della “community” del mittente del messaggio.

Quest’ultimo campo è utilizzato per realizzare i meccanismi di controllo dell'accesso e di autorizzazione previsti in SNMP. Tali meccanismi sono particolarmente semplici: la “community” definisce una particolare relazione tra un Agente ed uno o più supervisori: quando un'entità SNMP invia un messaggio, vi inserisce, in chiaro, la comunità di appartenenza; se questa viene accettata dall'entità SNMP che riceve il messaggio, l'entità chiamante è riconosciuta come appartenete alla comunità e si procede all’esecuzione dell’operazione conseguente, altrimenti il messaggio viene ignorato.

Ci sono tre tipi di community:

monitor:permete di lavorare in Read only , quindi il supervisore puo solamente effetuare richieste agli agenti.

Control:lavoro read/write;Qui i supervisori possono anche modificare degli informazioni di gestione tramite richieste del tipo set.

Trap:permette a un agente di mandare un messaggio Trap SNMP al supervisore.

Versioni di SNMP(v1-v2-v3)


Vediamo la differenza fra le 3 versioni si SNMP.



























VersioneSistema di AutenticazioneCriptaggiofunzionamento
SNMPv1CommunityNoSNMPv1 utilizza un sitema di autenticazione che una password di nome communty. 

 
SNMPv2MD5NoSNMPv2 utilizza un sitema di autenticazione che is basa sugli algoritmi MD5 

 
SNMPv3MD5 o SHADESSNMPv3 in piu dell’autenticazion cifratta con MD5,fornisce un criptaggio DES 

 

Il sitema di autenticazione del SNMPv1 non è in grado di garantire la completa sicurezza dell’accesso agli agenti, in quanto il trasporto in chiaro dell'identificativo della comunità consente, in modo reletivamente facile, l’intercettazione della stringa di community e quindi l’intrusione di Manager non autorizzati: a questo inconveniente si è cercato di porre rimedio attraverso la definizione di meccanismi più severi per l'autenticazione e con l'introduzione di meccanismi di crittografia, definiti dapprima nel S-SNMP (Secure-SNMP) e poi nell’SNMPv2.

Limitazione SNMPv1 e v2: community name in chiaroà soggetti al packet sniffing

SNMPv3 ha tanti vantaggi:

- il controllo dell’integrità dei pacchetti

-autenticazione forte:trasmissione dei dati via un canale sicuro(crittografatto)

-il criptaggio dei pacchetti

Conclusione


Perche usare SNMP?

-è semplice

-richiede un insieme minimo di risorse per una sua efficiente implementazione

-tutti gli apparati TCP/IP sono venduti con un Agente SNMP integrato

-Si puo usare SNMP anche in una rete con dei nodi non-SNMP (introduzione di un “Proxy Agent”, ossia si utilizza un sistema separato che ospita un agente SNMP ed il MIB dell’apparato da gestire, e agisce per conto di questo nelle relazioni con il supervisore, trasformando le operazioni SNMP in comandi comprensibili dall’apparato e generando Trap verso il sistema di gestione in corrispondenza delle segnalazioni proprietarie che riceve. )

Spero che ti è piaciuto l’articolo.

20 ott 2010

Cosa sono i Trouble ticket?

[caption id="" align="aligncenter" width="225" caption=""]tt1[/caption]

I  trouble ticket sono un insieme di documenti che riportino tutte le informazioni utili relative a ciascun guasto verificatosi in una rete:  apparato, tipo di guasto, persona che lo ha gestito, soluzione adottata.

Più imprese oggi usano dei servizi internet collegati  al cliente per riportare i guasti nei Trouble ticket.  Questi ticket quando non sono risolti entrano in una coda con priorità che viaggia nel sistema finche non viene assegnato ad un operatore abbastanza esperto per risolverlo.

Nel RFC 1297 delL’IETF il  trouble ticket viene paragonato alla scheda del paziente in un ospedale. Infatti tutti e due definiscono un problema e aiuta a coordinare il lavoro di piu persone che ci lavoreranno sopra in tempi diversi.

 

18 ott 2010

Organizzazione delle aree di management ISO/OSI

.Lo scopo principale del Network management ISO/OSI è riuscire a gestire oggetti che rappresentano i sette strati del modello di riferimento OSI e i servizi di comunicazione forniti dalla rete che si basi su tale famiglia di protocolli.Nell’ambito della standardizzazione OSI sulla gestione di rete sono descritte cinque aree funzionali. Tali settori riassumono le principali attività in cui  si esplicitano le funzionalità di Network Management.In alternativa ci sono standard di gestione proprietari oppure il protocollo di gestione SNMP, definito nell’ambito della famiglia di protocolli TCP/IP.

 

1.Fault Management

Tra i principali compiti della gestione di rete centralizzata c’è certamente la rapida ed efficace individuazione dei guasti, e tale è l’obiettivo della funzionalità di gestione dei guasti. E’ di fondamentale importanza in proposito “localizzare” il guasto identificando con esattezza l’elemento di rete che ha generato il problema. La principale difficoltà nell’effettuare questa operazione è legata, come si è già detto, alla grande quantità di “sintomi” generati da un singolo problema. I guasti vengono normalmente segnalati sotto la forma di allarmi sulla console d'operatore. Una volta identificato l’elemento guasto, la rete deve essere riconfigurata, sfruttando la presenza di eventuali ridondanze, per consentire il recupero della propria funzionalità. La riconfigurazione conseguente ad un guasto è spesso un’operazione molto critica. E’ infatti abbastanza frequente che nell’effettuare modifiche di configurazione ad un dispositivo tali modifiche non siano riportate anche su quello di riserva la cui messa in servizio potrebbe generare quindi altri problemi sulla rete.

Fa parte delle funzionalità di gestione dei guasti anche la produzione di documenti (trouble ticket) che riportino tutte le informazioni utili relative a ciascun guasto verificatosi:  apparato, tipo di guasto, persona che lo ha gestito, soluzione adottata.

Tali dati possono essere utilizzati sia per motivi statistici e sia per essere di ausilio nella soluzione di problemi futuri.

2.Configuration management:


Le funzionalità di gestione della configurazione forniscono all'operatore una conoscenza in tempo reale della rete e dei parametri operativi degli elementi che la compongono. Tale conoscenza può essere acquisita attraverso l'uso di strumenti di apprendimento automatico della struttura della rete e della configurazione dei suoi apparati (Auto discovery) e di disegno automatico della mappa corrispondente (Auto topology ).

La gestione della configurazione consiste inoltre nel fornire gli strumenti per modificare i parametri operativi di ciascuna risorsa gestibile nella rete: lo stato di un’interfaccia di un router (up/down), un indirizzo di una porta, i percorsi dei flussi di traffico sulla rete, etc..

3.Accounting Management


La gestione dell’ “accounting” consiste fondamentalmente nel misurare l’impegno delle risorse di rete da parte dei diversi utilizzatori. Questo è fondamentale sia per un eventuale tariffazione degli utenti, nel caso di rete pubblica, sia per ripartire i costi di rete sui diversi settori di un’azienda, nel caso di rete privata.

4.Performance Management


Lo scopo della gestione delle prestazioni è quello di poter valutare il comportamento e l’efficienza della rete e dei suoi singoli componenti. Ciò si ottiene attraverso il controllo di parametri indicatori (traffico sulle interfacce, tassi di errore, tempi di ritardo, etc.), i quali, registrati in opportuni archivi (log), costituiscono un utile mezzo per valutare la qualità del servizio fornito dalla rete e per identificare potenziali situazioni critiche (ad esempio la congestione di nodi o di rami di rete.)

Il monitoring delle prestazioni è anche essenziale per ottimizzare l’utilizzo delle risorse di rete attraverso una loro riallocazione dinamica in funzione delle reali esigenze di traffico.

5.Security Management


La gestione della sicurezza è senza dubbio di importanza fondamentale: attraverso un sistema di gestione l'operatore è infatti in grado di effettuare operazioni che possono avere un impatto enorme sull’efficienza di un’azienda, ed in caso di errori o di manovre fraudolente, è addirittura possibile, in molti casi, paralizzare completamente l’intera attività aziendale. E' quindi indispensabile proteggere l'accesso alle funzionalità più “delicate” del sistema di gestione mediante la definizione di differenti “viste” della rete e l’impiego di password differenti per accedere alle diverse viste avendo quindi diversi livelli di accesso alle informazioni. Oltre a tutti gli aspetti legati all’accesso del sistema di gestione, le funzionalità di gestione della sicurezza consistono anche, più in generale, nel gestire i diritti di accesso alla rete dall’esterno, controllando la distribuzione delle password e monitorando i tentativi di ingresso nella rete, e nel controllare i meccanismi di protezione delle informazioni (distribuzione e verifica delle chiavi di crittografazione, etc.).

PS: articolo ispirato da Wikipedia e dai slide  del Prof Peccorella

25 lug 2010

Massimo trasferimento della potenza attiva

 

Teorema:

image

Quali devono essere le condizioni sul carico ZL affinché il generatore trasferisce su di esso la massima potenza attiva?

Calcolo della potenza trasferita sul carico:

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Per quale valore di R e X la funzione f è massima??

1.Sapendo che X di thevenin e del carico possono prendere valori positivi o negativi,si deduce che P sara massimo quando loro saranno opposti cioè:

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2.Sapendo questo ora deriviamo la nostra funzione rispetto a R. Annullando la derivata calcolata ,si trova il valore di R che corrisponde al massimo P:

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Dopo un po' di conti,abbiamo:

image

Conclusione del teorema:

Si ha la massima potenza trasferita sul carico quando :

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Valore della potenza massima:

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Caso particolare:il carico è una resistenza pura:

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Calcolo della potenza trasferita sul carico:

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Per quale valore di R  la funzione f è massima??

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Rendimento e utilità:

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Il rendimento è del 50 % il che non è un rendimento soddisfacente.

Quindi non si può usare il massimo trasferimento di potenza attiva per sistemi elettrici per l’energia.

Nonostante questo ,il massimo trasferimento risulta una buona scelta per i sistemi elettrici per l’informazione.

Applicazione

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1.Usiamo il metodo di Thevenin che ci permetterà di applicare il teorema di trasferimento massimo della potenza.

Scelgo due punti A e B:

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Ora mi calcolo L’impedenza equivalente di Thevenin Zth:

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image

2.Ora mi calcolo  Vth:

image 

 

Ora applico la formula:

image

Risultato:  P= 8 W.

 

image

 

 

1.Usiamo il metodo di Thevenin che ci permetterà di applicare il teorema di trasferimento massimo della potenza.

Scelgo due punti A e B:

image

Ora mi calcolo L’impedenza equivalente di Thevenin Zth:

image

IL nostro carico è formato da una resistenza R e un induttore L,quindi:

image

2.Ora mi calcolo  Vth:

image

Ora applico la formula:

image

Risultato:  P= 2,5  mW.

 

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